Intervista : Simone Carnaccini fondatore di Tree Nest

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Oggi nella rubrica delle interviste qui su myGlamping.it andiamo a conoscere una persona molto particolare, per il suo ruolo nel contesto turistico nel quale lavora. La persona con cui andiamo a parlare è Simone Carnaccini, fondatore di Tree Nest ( https://www.treenest.net/ ), azienda che si occupa di realizzazione di nidi sospesi.

Lui è un arboricoltore e tree-climber professionista, attivo da più di un decennio nella cura e gestione dei grandi alberi.

Ciao Simone, benvenuto su myGlamping.it grazie per il tempo che ci stai dedicando.


Il background e le competenze specifiche

Qual è stato il suo percorso formativo per diventare arboricoltore? In che modo ti sei  specializzato nella progettazione e realizzazione di strutture sugli alberi ?

Ciao Francesco, sono diplomato Perito Agrario e ho conseguito un post-diploma in Progettazione e Cura del Verde Ambientale presso la Fondazione Minoprio, un percorso formativo a cui devo molto per le competenze e l’approccio che mi ha trasmesso nella lettura del paesaggio e nella progettazione consapevole.

A questa formazione ho affiancato ormai 20 anni di esperienza diretta come arboricoltore professionista, lavorando nella cura e gestione dei grandi alberi e specializzandomi fin da subito nelle tecniche di tree-climbing e nell’uso di attrezzature certificate per il lavoro su fune. Questo percorso, fortemente pratico, mi ha permesso di sviluppare una conoscenza approfondita della biomeccanica dell’albero, delle sue reazioni strutturali e della sua fisiologia.

La progettazione dei nidi TreeNest è la naturale evoluzione di questo cammino: non si tratta semplicemente di costruire sugli alberi, ma di lavorare con gli alberi, mettendo insieme competenze arboricolturali, sensibilità progettuale e tecniche di sospensione derivate dal mondo dell’arrampicata professionale.

Qual è l’elemento chiave della tua filosofia realizzativa quando si tratta di costruire una struttura su un albero vivo? Come si concilia l’esigenza strutturale con la salute e la crescita a lungo termine dell’albero?

L’elemento chiave è il rispetto assoluto dell’albero come organismo vivente. L’albero non è un pilastro, non è un supporto passivo, ma un sistema dinamico in continua evoluzione.

Ogni scelta progettuale parte dalla sua salute, dalla sua capacità di movimento e dalla sua crescita futura. Le esigenze strutturali vengono adattate all’albero, mai il contrario. Questo significa progettare sistemi flessibili, reversibili e dinamici, che accompagnino il movimento naturale della pianta senza creare costrizioni, ferite o stress meccanici nel tempo.


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La salute dell’albero e la valutazione del sito

Quali sono i criteri principali per determinare se un albero è adatto a ospitare una struttura, sia essa per un parco giochi o per uso turistico ? Ci sono specie arboree che prediligi o che radicalmente eviti ?

La valutazione parte sempre da un’analisi arboricolturale completa: stato fitosanitario, architettura della chioma, stabilità, apparato radicale e contesto ambientale. Non esiste un albero “giusto” in assoluto, ma un albero idoneo in relazione al progetto specifico.

Alcune specie, per caratteristiche meccaniche e capacità di compartimentazione, si prestano meglio, ma ciò che conta davvero è l’individuo, non la specie. Allo stesso modo, non escludo a priori nessun albero: se non è idoneo, semplicemente non si interviene. La rinuncia fa parte del lavoro serio.

Potresti descrivere brevemente le metodologie che utilizza per fissare la struttura all’albero, assicurando al contempo il minimo impatto sulla sua crescita e salute?

Utilizziamo esclusivamente sistemi non invasivi o a impatto minimo, basati su funi da lavoro, cavi ad alta tenuta e ancoraggi dinamici. Non realizziamo forature strutturali sull’albero.

La struttura viene sospesa e distribuita in modo da ridurre i carichi puntuali e consentire all’albero di muoversi liberamente con il vento. Tutti i sistemi sono ispezionabili, regolabili e reversibili, perché nulla deve essere definitivo quando si lavora con un essere vivente.

La progettazione e sicurezza nel lavoro

Ci sono differenze significative tra la progettazione di un “nido” ricreativo in un parco giochi (più per l’uso diurno e dinamico) e uno per uso turistico tipo quello che ho visitato a Fattorie di Celli ?

Sì, le differenze riguardano soprattutto il contesto di utilizzo. Un Nido realizzato per strutture ricettive, pubbliche o private, richiede un’attenzione molto elevata a tutta la parte normativa, autorizzativa e gestionale: dall’inquadramento dell’opera, ai criteri di sicurezza, fino alle modalità di accesso e fruizione da parte di un pubblico eterogeneo. In questi casi la progettazione è necessariamente più strutturata e il processo più articolato.

Nel caso di un uso privato, invece, il percorso è generalmente più snello dal punto di vista procedurale, pur mantenendo invariati gli standard tecnici e costruttivi. Cambia il quadro normativo, ma non cambia il rigore progettuale.

In entrambe le situazioni il focus rimane sempre sulla sicurezza e sulla qualità dell’esperienza, che viene di volta in volta calibrata in base al target di riferimento e al contesto specifico: che si tratti di ospiti di una struttura ricettiva o di un utilizzo privato, il Nido deve essere sicuro, coerente con l’ambiente e capace di creare una relazione autentica con l’albero e il luogo che lo ospita.

Una volta realizzato il “nido”, qual è il piano di manutenzione tipico per la struttura e cosa ancora più importante, per l’albero ospite ? Con quale frequenza è necessario un controllo? E’ una cosa altamente raccomandata da fare se non obbligatoria ?

La manutenzione è parte integrante del progetto. Dopo la realizzazione del Nido sono previsti controlli periodici, normalmente una volta all’anno, per verificare sia la struttura sia lo stato di salute dell’albero che la ospita. L’albero, infatti, cresce e si muove nel tempo, ed è fondamentale che la struttura si adatti a questa evoluzione.

Al termine dei lavori viene rilasciata una garanzia annuale o biannuale, insieme a un contratto di manutenzione rinnovabile di anno in anno, che prevede un nostro sopralluogo tecnico. In questo modo la sicurezza viene mantenuta nel tempo e la tutela è massima per entrambe le parti.

Visione e tendenze future

Secondo te come è l’impatto di queste strutture sull’esperienza dei visitatori o dei bambini? Credi che l’interesse per le strutture sugli alberi sia una tendenza in crescita? 

L’impatto è profondo, spesso sorprendente. Queste strutture creano una connessione fisica ed emotiva con la natura che difficilmente si dimentica. 

Per i bambini è gioco puro, per gli adulti è spesso una riscoperta.
L’interesse è chiaramente in crescita, soprattutto in un momento storico in cui c’è un forte bisogno di esperienze autentiche, sostenibili e non artificiali.

Gli alberi non passano di moda perché fanno parte della nostra storia, del nostro immaginario e del nostro equilibrio. Cambiano i linguaggi, cambiano i materiali, ma il desiderio di salire su un albero, di abitarlo anche solo per un momento, rimane lo stesso. Ed è proprio su questa continuità, tra passato e presente, che si fonda il senso più profondo del progetto TreeNest.

Che consiglio daresti a un’amministrazione pubblica o a un privato che sta considerando di investire in un progetto come quelli di cui ti occupi ? 

Investire in un TreeNest significa fare una scelta che eleva rispetto alle solite strutture su cui generalmente si punta. Non è un intervento standard: è un progetto originale, fortemente esperienziale, capace di distinguersi in modo netto e immediato.

Un Nido può essere declinato in molti modi, a seconda del target e del contesto: può diventare uno spazio per la didattica ambientale, un luogo di relax e contemplazione, oppure un ambiente dedicato al gioco e al divertimento. Queste dimensioni non sono alternative tra loro, ma possono convivere e fondersi in un’unica esperienza coerente.

Il valore aggiunto sta proprio in questa capacità di unire aspetti diversi — esperienza, benessere, educazione, gioco — integrandoli con un approccio concreto di rispetto e tutela ambientale. Oggi una struttura ricettiva moderna non può limitarsi a “stare nella natura”: deve esserne promotrice, interprete e custode.

Un TreeNest non è un semplice investimento funzionale, ma una presa di posizione culturale. E quando questo viene compreso, il ritorno non è solo economico, ma anche identitario e reputazionale.

Ultima domanda, hai una realizzazione di cui vai particolarmente fiero che vuoi far conoscere ai nostri lettori ? 

Ogni Nido realizzato ha una sua storia, e sono storie che ho vissuto intensamente, dall’inizio alla fine. Per questo faccio fatica a sceglierne uno in particolare: ognuno merita il mio apprezzamento e la mia gratitudine, perché ogni progetto ha un suo punto di forza e nasce da un incontro specifico tra un albero, un luogo e delle persone.

Più che a una singola realizzazione, sono fiero di come il progetto TreeNest si sia evoluto e migliorato nel tempo, affinando soluzioni tecniche, qualità costruttiva e profondità dell’esperienza proposta. Vedere crescere l’interesse verso questo mondo, e rendersi conto che sempre più persone ne colgono il valore, è una grande soddisfazione.

È anche per questo che dalla prossima primavera partiremo con un nuovo progetto formativo, attraverso corsi aperti a chi desidera avvicinarsi a questa realtà e comprenderne i principi, le tecniche e la filosofia. A brevissimo condivideremo tutte le informazioni sui nostri canali social.

P.s. se devo fare un esempio concreto però, posso dire di essere particolarmente fiero della tenda TreeNest, un progetto per il quale ho depositato il brevetto e che attualmente si trova in fase di prototipo. La versione definitiva verrà presentata in primavera. Si tratta di una tenda sospesa che applica i principi di TreeNest a un prodotto più strutturato: leggero, non invasivo, capace di offrire un alloggio sopraelevato, sicuro e immerso nella natura. Questo progetto rappresenta un passaggio chiave perché risponde in modo concreto a quello che è stato finora l’unico limite di TreeNest, se così lo si può definire: la scalabilità. La tenda TreeNest consente di entrare nel mercato con maggiore forza e continuità, mantenendo l’identità e i valori del progetto, ma rendendolo replicabile e adatto a una diffusione più ampia, sia in ambito turistico che privato.


Ringrazio per l’intervista Simone e gli auguriamo il meglio per il continuo della stagione lavorativa.. Potete trovare maggiori informazioni sul sito personale https://www.treenest.net/ e contattarlo direttamente per email a : simone.carnaccini@gmail.com

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