Overtourism in Italia: il 75% dei turisti visita solo il 4% del territorio

Il 75% dei turisti in Italia si concentra in appena il 4% del territorio nazionale. È il dato di un’analisi di The European House – Ambrosetti (TEHA Group) su dati ISTAT 2022: Venezia accoglie circa 6,5 milioni di turisti l’anno, Roma 4,9 milioni, Napoli 1,8 milioni, mentre la provincia di Isernia si ferma intorno ai 2.000.
Il paradosso è evidente. L’Italia è prima in Europa per presenze turistiche, ma i flussi seguono quasi sempre le stesse rotte: grandi città d’arte, alcune coste, poche località iconiche. Il risultato è un Paese a due velocità, con centri storici saturi da una parte e migliaia di borghi, colline e aree interne quasi ignorati dall’altra.
In questo articolo trovi i numeri del report, il contesto aggiornato al 2026, le misure adottate da città come Venezia e Firenze e qualche idea concreta per scoprire il restante 96% d’Italia.
I numeri del report: tre poli e un Paese “vuoto”
Secondo l’elaborazione TEHA su dati ISTAT 2022, tre aree assorbono una quota sproporzionata dei flussi: Venezia, Roma e Napoli. La mappa per provincia mostra un’Italia quasi tutta in tonalità chiare, con poche macchie scure al Nord-Est, nel Lazio e in Campania.
| Area | Turisti l’anno (2022) | Lettura |
|---|---|---|
| Venezia | 6,5 milioni | Valore massimo della scala, record nazionale |
| Roma | 4,9 milioni | Seconda per volumi, la capitale culturale |
| Napoli | 1,8 milioni | Il polo del Sud, trainato anche da costiera e isole |
| Isernia | circa 2.000 | Valore minimo della scala |
Fonte: The European House – Ambrosetti (TEHA Group) su dati ISTAT 2022.
Oltre ai tre poli, si evidenzia valori alti in Alto Adige, nelle province lombarde e venete dei laghi, a Firenze e in parte della Toscana. Restano invece chiare gran parte di Piemonte, Appennino centrale, Molise, Basilicata, Calabria e entroterra delle isole.
Attenzione a un errore circolato online: alcuni siti hanno riportato che Isernia avrebbe accolto «solo 2 visitatori». Il dato della mappa è 2.000, il minimo della scala. Il divario resta enorme: Venezia riceve oltre 3.000 volte i turisti di Isernia.
Il dato del 75% è stato ripreso anche dalla ministra del Turismo Daniela Santanchè, che al Forum Internazionale del Turismo di gennaio 2026 ha indicato come missione far scoprire «il restante 96%» del Paese (QualityTravel). Una stima diversa, elaborata da The Data Appeal Company sul solo turismo culturale straniero, arriva a una concentrazione ancora più forte: circa il 70% dei visitatori esteri sull’1% del territorio (Finestre sull’Arte).

Il contesto: presenze record nel 2025 e 2026
Dal 2022 a oggi i flussi sono cresciuti ancora, e con loro la pressione sulle mete più note. Nel 2025 l’Italia ha toccato circa 479 milioni di presenze turistiche (+2,3% sul 2024) e 146 milioni di arrivi stimati, numeri che la collocano ai vertici europei (Sky TG24).
- Peso economico: secondo il Ministero del Turismo, nel 2025 il settore ha generato un impatto sul PIL di 237,4 miliardi di euro e una spesa turistica di 185 miliardi (QualityTravel).
- Turisti stranieri: nel quarto trimestre 2025 rappresentavano il 56,5% delle presenze totali (MF Newswires su dati ISTAT).
- Saturazione: nell’estate 2025 l’Italia ha registrato il tasso di occupazione più alto del continente, il 40%, davanti a Spagna, Francia e Grecia (Sky TG24).
- 2026: nel primo semestre gli arrivi sono cresciuti del 4,43% sul 2025, e quelli dall’estero del 6,45% (Italpress).
Anche la percezione dei viaggiatori conferma il problema: un’indagine sull’estate 2025 riporta che il 64% dei visitatori ha incontrato situazioni di sovraffollamento durante il viaggio in Italia (Quotidiano.net).
Perché i turisti vanno sempre negli stessi posti
La concentrazione nasce da un intreccio di fattori, più che da una sola causa.
- Il “viaggio checklist”. Molti visitatori, soprattutto al primo viaggio in Italia, inseguono le stesse icone: Colosseo, Canal Grande, Duomo di Firenze. Social network e classifiche online rafforzano l’effetto.
- Accessibilità. Aeroporti internazionali, alta velocità e grandi stazioni portano naturalmente i flussi verso le città principali. Le aree interne sono spesso servite solo da treni regionali o autobus.
- Offerta ricettiva e promozione. Le destinazioni note concentrano hotel, affitti brevi, tour organizzati e comunicazione internazionale. Molti territori minori hanno un’offerta frammentata e poco visibile online.
- Stagionalità. I flussi si comprimono nei mesi estivi e nei ponti, con picchi che amplificano l’affollamento proprio dove la domanda è già alta.
- Clima e calendari. TEHA segnala che il cambiamento climatico ha ridotto del 25% i visitatori stranieri nei siti UNESCO italiani nei mesi estivi, un segnale che anche le rotte classiche stanno cambiando (10 Minuti per Hospitality).
Le risposte delle città: ticket, regole, limiti
Le destinazioni più colpite hanno iniziato a governare i flussi con strumenti diversi, dal ticket d’ingresso ai limiti sugli affitti brevi.
Venezia: il contributo d’accesso
Nel 2026 Venezia ha applicato il contributo d’accesso per 60 giornate, dal 3 aprile al 26 luglio, soprattutto nei weekend e nei ponti, dalle 8:30 alle 16:00 (ANSA via L’Adige).
- Costo: 5 euro con prenotazione anticipata, 10 euro negli ultimi quattro giorni prima dell’ingresso.
- Chi paga: i visitatori giornalieri sopra i 14 anni che non pernottano in città; esenti residenti in Veneto, chi dorme in una struttura del Comune (con registrazione) e altre categorie.
- Dove non si paga: le isole minori della laguna, come Murano, Burano, Torcello e Lido (Geopop).
- Primi risultati: il primo giorno, il 3 aprile 2026, si sono registrati 13.117 paganti e un incasso di oltre 105.000 euro (ANSA via L’Adige).
Le giornate erano 54 nel 2025 e 29 nel 2024, anno della prima sperimentazione. Il calendario 2027 non è ancora stato comunicato.
Firenze: stop ai nuovi affitti brevi nel centro UNESCO
A maggio 2025 Firenze ha approvato un regolamento che blocca nuove autorizzazioni per affitti turistici brevi nell’area UNESCO, circa due chilometri di raggio attorno al centro storico (Il Post). Nel 2026 il TAR della Toscana ha respinto 19 ricorsi contro il regolamento, riconoscendone la legittimità (Finestre sull’Arte).
Il Comune sta ora estendendo i limiti a nove quartieri fuori dal centro, per evitare che gli affitti turistici si spostino nelle zone vicine (greenMe). Il contesto: nel 2025 Firenze ha superato 4,7 milioni di arrivi e 11,5 milioni di presenze, e gli affitti brevi rappresentano oltre metà dei posti letto della città.
Altri esempi
- Roma: dal 2023 l’ingresso al Pantheon, prima gratuito, costa 5 euro.
- Sardegna: con quasi 22 milioni di presenze nel 2025, la Regione valuta più spiagge a numero chiuso e punta su eventi in bassa stagione (blue News).
- Rimini e Venezia guidano l’Indice di sovraffollamento turistico 2025 di Demoskopika, con oltre 17.000 e quasi 16.000 presenze per chilometro quadrato (Money.it).

Il restante 96%: l’altra faccia dell’overtourism
Se l’overtourism soffoca pochi luoghi, l’undertourism lascia ai margini gran parte del Paese. È qui che si gioca la vera opportunità per viaggiatori e territori.
I primi segnali sono positivi. Secondo l’ufficio statistico del Ministero del Turismo, nel 2025 i piccoli comuni sono cresciuti del 6,85% nelle presenze e del 7,86% negli arrivi rispetto al 2024, più della media nazionale (QualityTravel). Nel secondo trimestre 2025 i comuni montani hanno segnato un +12% di presenze (ANSA via L’Adige).
La domanda c’è: un’indagine di settore indica che visitare borghi è tra le esperienze più desiderate, citata dal 68% degli italiani e dal 77% dei turisti internazionali (10 Minuti per Hospitality). L’associazione I Borghi più belli d’Italia certifica oggi 379 borghi, molti dei quali fuori dalle rotte principali (Ministero del Turismo).
Anche i trasporti si muovono in questa direzione. Trenitalia ha presentato la rete regionale, con circa 6.000 collegamenti giornalieri, come strumento per portare i visitatori internazionali oltre le città d’arte (Libero/askanews).
Come viaggiare in Italia evitando la folla: 7 consigli
Viaggiare fuori dalle rotte affollate significa spesso spendere meno, trovare più autenticità e contribuire all’economia di territori che ne hanno bisogno e magari allo stesso tempo scoprire anche delle città prima che diventito super affollate dopo qualche nuovo trend sui social media.
- Scegli la “sorella minore”. Al posto di Cinque Terre in agosto, prova il Golfo dei Poeti o le Cinque Terre in ottobre; al posto di Venezia in giornata, Chioggia o le isole minori della laguna.
- Esplora le regioni meno battute. Molise, Basilicata, Abruzzo interno, Calabria, Alto Piemonte ed entroterra sardo e siciliano offrono borghi, parchi e cucina tipica con pochi visitatori.
- Viaggia in bassa e media stagione. Marzo-maggio e settembre-novembre garantiscono clima mite, prezzi più bassi e città più vivibili.
- Dormi dove visiti. Pernottare invece di fare tappe mordi e fuggi riduce la pressione sui centri storici. A Venezia, chi soggiorna in città è esente dal contributo d’accesso.
- Muoviti con i treni regionali. Da una grande città, in un’ora di regionale si raggiungono spesso borghi e cittadine quasi sconosciuti ai turisti stranieri.
- Segui cammini ed enogastronomia. Via Francigena, Cammino di San Benedetto, strade del vino e sagre portano i flussi nelle aree interne, tutto l’anno.
- Informati prima di partire. Ticket d’ingresso, accessi a numero chiuso e prenotazioni obbligatorie sono sempre più diffusi: verifica regole e date sui siti ufficiali.
FAQ : Domande frequenti sull’overtourism in Italia
- Che cosa significa che il 75% dei turisti visita il 4% dell’Italia?
Significa che tre turisti su quattro si concentrano in una piccolissima parte del territorio, soprattutto grandi città d’arte come Venezia, Roma, Firenze e Napoli. Il dato è di The European House – Ambrosetti (TEHA Group) su dati ISTAT 2022.
- Qual è la città più visitata d’Italia secondo il report?
Venezia, con circa 6,5 milioni di turisti l’anno nel 2022, seguita da Roma con 4,9 milioni e Napoli con 1,8 milioni.
- Qual è la provincia meno visitata?
Isernia, in Molise, con circa 2.000 turisti l’anno: il valore minimo della mappa.
- Quanto costa entrare a Venezia nel 2026?
Nel 2026 il contributo d’accesso costava 5 euro con prenotazione anticipata e 10 euro negli ultimi quattro giorni. Si applicava in 60 giornate tra il 3 aprile e il 26 luglio, solo ai visitatori giornalieri. Le date 2027 non sono ancora note.
- Che cos’è l’undertourism?
È il fenomeno opposto all’overtourism: territori con un grande patrimonio naturale e culturale che ricevono pochissimi visitatori. In Italia riguarda gran parte delle aree interne e dei piccoli comuni.
- Quali sono le mete alternative alle città più affollate?
Borghi certificati, aree interne di Molise, Basilicata, Abruzzo e Calabria, cammini storici, isole minori e città d’arte medie. Viaggiare in primavera o autunno riduce ulteriormente l’affollamento.
Le fonti utili per comprendere questo articolo
- The European House – Ambrosetti (TEHA Group), elaborazione su dati ISTAT 2022; mappa di The World in Maps
- QualityTravel – Santanchè al Forum Internazionale del Turismo
- Finestre sull’Arte – Overtourism, il 70% degli stranieri sull’1% del territorio
- Sky TG24 – Turismo, Italia prima in Europa nel 2025
- MF Newswires – dati ISTAT quarto trimestre 2025
- Italpress – Turismo, dati primo semestre 2026
- Quotidiano.net – Estate 2025 e overtourism percepito
- 10 Minuti per Hospitality – TEHA, clima e siti UNESCO
- L’Adige/ANSA – Contributo d’accesso Venezia 2026
- L’Adige/ANSA – Primo giorno del ticket 2026
- Geopop – Venezia a pagamento, esenzioni e isole minori
- Il Post – Regolamento affitti brevi Firenze
- Finestre sull’Arte – Il TAR conferma i limiti a Firenze
- greenMe – Firenze estende il blocco fuori dall’area UNESCO
- blue News – Sardegna e overtourism
- Money.it – Classifica Demoskopika 2025
- L’Adige/ANSA – ISTAT secondo trimestre 2025
- Ministero del Turismo – La valorizzazione dei piccoli centri come alternativa all’overtourism
- Libero/askanews – Trenitalia al TTG di Rimini