Geopolitica e viaggi: come cambiano le scelte dei turisti europei

Quanto pesa la geopolitica sulla scelta del viaggio?
Secondo una indagine dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano, In media il 52% dei viaggiatori di 15 Paesi europei dichiara che la situazione geopolitica influenza la scelta del viaggio. È il dato dell’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano (School of Management, Osservatori.net). Italia e Portogallo guidano la classifica con il 63%, i Paesi Bassi chiudono con il 43%.
Guerre, crisi diplomatiche e tensioni internazionali non fermano la voglia di partire. Cambiano però dove, quando e come si viaggia. Più di un europeo su due oggi controlla le notizie internazionali prima di scegliere la meta.
I dati paese per paese
Otto Paesi su 15 superano la media del 52%: Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia, Regno Unito, Spagna, Danimarca e Svizzera. Il Sud Europa e l’area anglofona sono i più attenti al contesto internazionale. L’Europa centrale resta sotto il 50%, con i Paesi Bassi ultimi al 43%.

Italia al 63%: perché gli italiani sono i più sensibili
L’Italia, con il 63%, supera la media europea di 11 punti ed è prima a pari merito con il Portogallo. Quasi due viaggiatori italiani su tre scelgono la meta anche in base al quadro internazionale.
Il dato trova conferma in altre ricerche del 2026:
- Allianz Partners / Ipsos: il 77% degli italiani cita l’instabilità geopolitica come preoccupazione di viaggio, contro il 72% del campione globale di 10 Paesi (fonte).
- Aidit Federturismo Confindustria: per il 56% degli italiani il rischio di conflitti armati incide sulla scelta della meta; per il 44% conta l’instabilità politica (fonte).
- YouGov per Airalo: il 64% degli italiani si sente meno sicuro all’estero rispetto a dodici mesi prima (fonte).
La vicinanza geografica a Medio Oriente e Nord Africa, mete storicamente forti per il mercato italiano, aiuta a spiegare questa sensibilità.

Cosa cambia concretamente nel modo di viaggiare
La geopolitica non cancella la domanda: la sposta. Secondo Allianz Partners, il 74% degli intervistati globali pianifica comunque una vacanza estiva nel 2026, e l’86% la considera una priorità.
I comportamenti che emergono dalle ricerche 2026:
- Mete di prossimità e “rassicuranti”. Il 42% dei viaggiatori globali (41% degli italiani) resta nel proprio Paese. Tra chi cambia destinazione, l’Italia è scelta dal 41,1% e la Spagna dal 23,6% (Aidit).
- Mete in calo. Oltre l’80% delle agenzie italiane segnala un calo della domanda per il Medio Oriente; seguono Nord Africa (-66%) e Turchia (-47%).
- Prenotazioni sotto data. Il 62% dei viaggiatori rimanda la prenotazione. ASTOI conferma che più cresce l’incertezza, più la finestra di acquisto si accorcia (fonte).
- Più tutele. Il turismo organizzato e l’assicurazione di viaggio guadagnano terreno: il 42% dei viaggiatori globali acquista la polizza insieme al viaggio.
- Sicurezza prima del prezzo. Per il 55,8% dei turisti la sicurezza è il primo criterio di scelta, davanti a prezzo e flessibilità (Aidit).
Anche i flussi in entrata cambiano. La European Travel Commission prevede per il 2026 più arrivi da Cina (+28%) e India (+9%) a compensare il rallentamento dei viaggiatori statunitensi (fonte).
Cosa significa per chi lavora nel turismo
Con più di un viaggiatore europeo su due attento alla geopolitica ( 63% ), la rassicurazione diventa parte dell’offerta.
- Comunicare la sicurezza della destinazione con informazioni chiare e aggiornate, soprattutto verso i mercati più sensibili (Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia).
- Rendere flessibili le tariffe: cancellazione gratuita e modifiche senza penali riducono il rinvio della prenotazione.
- Integrare assicurazione e assistenza nel momento dell’acquisto.
- Presidiare il last minute: con finestre di prenotazione più corte, campagne e disponibilità devono restare aperte fino a ridosso della partenza.
- Differenziare per mercato: Paesi Bassi (43%) e Francia (46%) sono meno condizionati di Italia e Portogallo (63%).
Domande frequenti
- Quanti europei sono influenzati dalla geopolitica nella scelta del viaggio? In media il 52% dei viaggiatori di 15 Paesi europei, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano.
- Quale Paese è più influenzato? Italia e Portogallo, entrambi al 63%. Seguono Irlanda (61%) e Grecia (58%).
- Quale Paese è meno influenzato? I Paesi Bassi, con il 43%. Sotto la media anche Francia e Polonia (46%), Austria e Finlandia (47%).
- Le tensioni geopolitiche fanno rinunciare al viaggio? Raramente. Le ricerche 2026 mostrano che i viaggiatori cambiano meta, prenotano più tardi e cercano più tutele, ma continuano a partire.
- Quali destinazioni scelgono gli italiani al posto delle mete a rischio? Soprattutto l’Italia stessa e la Spagna, oltre al Mediterraneo e alle crociere, secondo l’Osservatorio Aidit.
Francesco Salvaggio – Glamping Expert & Tourism Advisor
Fonti dei dati
- Osservatori Digital Innovation, Politecnico di Milano (School of Management): infografica “Come cambia il modo di viaggiare quando cambia il mondo”, fornita dall’autore. Periodo di rilevazione e dimensione del campione da verificare nel report completo.
- Allianz Partners, Global Travel Confidence Index 2026 (Ipsos, 11.010 adulti, 10 Paesi, marzo–aprile 2026)
- Money.it su dati Osservatorio Aidit Federturismo Confindustria (aprile 2026)
- Quality Travel su ricerca YouGov per Airalo
- Quotidiano.net, intervista ASTOI (giugno 2026)
- Avvenire su dati European Travel Commission (febbraio 2026)