Vivere in una casa mobile, quali permessi sono necessari ?

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Una delle domande più frequenti che ci vengono fatte quanto parliamo di case mobile è : “quali permessi sono necessari per vivere in una casa mobile in Italia ?” .

Dobbiamo fare infatti una grande distinzione tra l’utilizzo di una casa mobile a fine turistico e quello a fine abitativo. Vediamo insieme di seguito di dipanare tutti i possibili dubbi in base alla normativa in vigore sul territorio italiano.

In Italia, la normativa che regola la costruzione e la residenza in casa mobile è contenuta nel Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. n. 380/2001).

In generale, le case mobili sono considerate come una forma di edilizia tradizionale e, come tale, necessitano di appositi permessi ed autorizzazioni.

In particolare, il permesso di costruire è richiesto per l’installazione di case mobili che siano utilizzate come abitazioni, ambienti di lavoro o magazzini, che non soddisfino esigenze esclusivamente momentanee e temporanee. Il permesso di costruire deve essere richiesto al comune competente, con l’ausilio di un tecnico abilitato.


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La documentazione da presentare al comune include:

  • una domanda di permesso di costruire;
  • un progetto dell’intervento;
  • una relazione tecnica che attesti la conformità dell’intervento alle normative vigenti;
  • la documentazione comprovante il possesso dei requisiti necessari per l’installazione della casa mobile (ad esempio, la proprietà del terreno o la concessione d’uso).

Il comune ha 60 giorni di tempo per esaminare la richiesta e rilasciare il permesso di costruire, o per richiedere integrazioni o modifiche alla documentazione presentata.

In assenza del permesso di costruire, l’installazione di una casa mobile, con ancoraggio fisso al suolo, integra il reato di abuso edilizio.

Photo by Binyamin Mellish

Esistono, tuttavia, alcune eccezioni alla regola generale.

In particolare, non è necessario il permesso di costruire per l’installazione di case mobili se risultano sussistenti le seguenti condizioni:

  • la casa mobile si trova all’interno di strutture turistiche e ricettive all’aria aperta (ad esempio, campeggi e resort);
  • su terreni agricoli, purché la casa mobile non sia utilizzata come abitazione principale o come abitazione secondaria;
  • la casa mobile risulta temporanea, per un periodo di tempo limitato, non superiore a 90 giorni consecutivi.
  • il temporaneo ancoraggio al suolo e non stagionale, altrimenti è necessario un titolo autorizzativo

In questi casi, è sufficiente presentare al comune una comunicazione di inizio lavori (CIL). Per quanto riguarda la residenza in una casa mobile, non è prevista alcuna norma specifica. In linea generale, è possibile abitare in una casa mobile purché questa soddisfi i requisiti previsti per l’agibilità.

Non possono, essere considerati manufatti destinati a soddisfare esigenze meramente temporanee quelli destinati ad un’utilizzazione perdurante nel tempo, in quel caso è necessario il permesso a costruire.


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I requisiti di agibilità sono stabiliti dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 285/1991 e includono, tra gli altri:

  • l’altezza minima di 2,70 metri;
  • la superficie minima di 14 metri quadrati;
  • la presenza di un impianto elettrico, idrico e sanitario a norma.

Per ottenere il certificato di agibilità, è necessario presentare al comune una richiesta, corredata da una relazione tecnica che attesti la conformità della casa mobile ai requisiti previsti.

In definitiva va detto che la normativa italiana per la costruzione e la residenza in casa mobile è piuttosto complessa. È importante quindi consultare un tecnico abilitato per verificare la fattibilità del proprio progetto e per ottenere le autorizzazioni necessarie. Se invece hai bisogno di consulenza per realizzare una struttura glamping puoi contattarci via email a francesco.salvaggio@gmail.com

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