San Marino apre al Glamping: gli agriturismi potranno ospitare fino a sei unità abitative mobili

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Il glamping sostenibile entra ufficialmente negli agriturismi sammarinesi.

San Marino aggiorna la normativa sul turismo rurale: via libera a strutture leggere e reversibili, ispirate al modello europeo del glamping, per diversificare l’accoglienza in campagna senza nuova edilizia permanente.

Proprio così, San Marino apre ufficialmente al glamping. Le Segreterie di Stato per il Territorio e l’Ambiente e per il Turismo hanno comunicato l’approvazione di una modifica al Decreto Delegato 30 agosto 2016 n. 125, il testo che regola gli incentivi per la promozione del turismo rurale. La novità principale è l’introduzione, nell’ordinamento sammarinese, delle “Unità Abitative Mobili”: una forma di ospitalità leggera, temporanea e completamente reversibile, equiparabile a quello che nel resto d’Europa viene già chiamato glamping.

Cosa cambia per gli agriturismi di San Marino ?

Con il nuovo provvedimento, le aziende agrituristiche del Titano potranno affiancare alle camere e agli spazi tradizionali alloggi mobili e facilmente removibili, pensati per non lasciare tracce permanenti sul terreno.

Tra le soluzioni ammesse figurano botti in legno riadattate a piccole unità abitative, allestimenti montati su rimorchio e strutture costruite con materiali naturali come legno, paglia, canapa o lino. Si tratta di formule che permettono di ampliare la capacità ricettiva senza dover realizzare nuove costruzioni, mantenendo intatto il profilo del paesaggio rurale sammarinese.

Il provvedimento nasce dal lavoro congiunto delle due Segreterie proprio perché tocca due materie diverse: da un lato la disciplina urbanistica, dall’altro lo sviluppo dell’offerta turistica. L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere l’attività degli operatori agricoli e permettere loro di proporre ai visitatori esperienze di ospitalità più autentiche, legate al territorio e all’ambiente della Repubblica.

Una serie di regole precise per tutelare il paesaggio

Il via libera al glamping non è privo di paletti. Il decreto fissa infatti dei limiti chiari, pensati per evitare un impatto eccessivo sulle aree rurali:

  • ogni azienda agrituristica potrà installare al massimo 6 Unità Abitative Mobili, che dovranno essere dotate di servizi igienici;
  • l’unica opera accessoria consentita è un camminamento pedonale, realizzato a secco in pietra, legno o ghiaia, con una larghezza massima di 1,2 metri;
  • è vietata la realizzazione di nuove strade per raggiungere gli alloggi.

Le stesse regole si applicano anche alle attività di Bed & Breakfast imprenditoriale, in modo da garantire condizioni omogenee tra forme di ospitalità simili e non creare disparità di trattamento tra operatori.

Incentivi, con un’eccezione

Sul fronte economico, le nuove Unità Abitative Mobili potranno accedere agli stessi incentivi già previsti dal Decreto Delegato 125/2016, restando entro il medesimo tetto massimo di spesa stabilito per gli altri interventi di turismo rurale. È prevista però un’eccezione: per queste strutture non sarà riconosciuto il contributo a fondo perduto. Una scelta che, secondo le Segreterie di Stato, consente di sostenere comunque gli investimenti delle aziende agricole, mantenendo però un utilizzo equilibrato delle risorse pubbliche.

La misura si inserisce in un percorso più ampio con cui San Marino punta a diversificare la propria offerta ricettiva, allineando la disciplina del turismo rurale a quella già in vigore per i B&B imprenditoriali.

Puntando su strutture leggere, removibili e a basso impatto ambientale, il Titano prova così a intercettare un segmento di turismo — quello legato alla natura, alla lentezza e all’esperienza autentica del territorio — in forte crescita in tutta Europa, offrendo al contempo alle aziende agricole sammarinesi una nuova leva di sviluppo economico legata alla propria terra.

Comunicato congiunto delle Segreterie di Stato per il Territorio e l’Ambiente e per il Turismo della Repubblica di San Marino, 8 settembre 2026.

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