Intervista : Paolo Scoglio, Architetto Fondatore e Head of Design dello studio the ne[s]t

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Oggi nella rubrica delle interviste qui su myGlamping.it andiamo a conoscere una persona molto talentuosa che ho conosciuto qualche mese fa e che ormai da qualche anno si sta facendo conoscere sui più grandi palcoscenici internazionali nel mondo dell’architettura collezionando un award dietro l’altro. 

Non ultimi i riconoscimenti che gli sono stati conferiti dal Big SEE Festival di Lubjana in Slovenia, ovvero i BIG SEE Tourism Design Award 2023, e poi il premio ARCHILOVERS Best Project 2023 ed il Premio IN/ARCH Istituto Nazionale di Architettura 2023.

Vi sto parlando dell’Arch. Paolo Scoglio, Fondatore ed Head of Design dello studio di progettazione the ne[s]t .

Personalmente ho avuto modo di vedere con i miei occhi le realizzazioni di Paolo in due occasioni rimanendone piacevolmente colpito per qualità e design di realizzazione  :

Ciao Paolo puoi dirci qualcosa sul tuo percorso lavorativo e come sei diventato l’architetto di adesso ?

Conseguita la laurea in Architettura, sono subito diventato Professionista ed ho avuto immediatamente la fortuna di lavorare per un’azienda molto importante nel campo della prefabbricazione di case in legno. Lì ho potuto seguire tutto il processo, dalla progettazione alla costruzione, di moduli abitativi altamente performanti. Nel 2000 ho cominciato a collaborare con lo studio tedesco BaumRaum che allora era fortissimo sul panorama internazionale, come progettista di case sugli alberi: lavoravamo in tutta Europa, in luoghi paesaggisticamente meravigliosi, quando ancora il tema del turismo slow in Natura era un’ispirazione e non un trend.

Ho capito subito che in Italia avrei potuto essere il primo architetto delle case sugli alberi.

L’Italia offre uno straordinario susseguirsi di scenari naturali di incomparabile bellezza: è anche una fitta rete di piccole strutture che combinano l’uso del territorio con la cultura e l’eno-gastronomia. Le mie Architetture sugli alberi e tra gli alberi diventano pertanto veri e propri ‘contenitori’ esperienziali, in simbiosi con la Natura, e posso davvero dire che sono la sintesi di tutte le mie esperienze sia nel campo della costruzione innovativa e sostenibile, sia nel campo della progettazione integrata e bio-ispirata dell’Abitare Minimo.

Perchè hai deciso di fare l’architetto ? C’è qualcosa da cui sei solitamente ispirato nel tuo lavoro ?

Ho sempre pensato che l’architetto avesse una grande responsabilità nel rendere il Mondo un posto migliore, facendosi portatore di Bellezza: esaltandola ove esista già od inventandola qualora non la si trovi. Quando vengo chiamato a progettare in un luogo sconosciuto, l’ispirazione viene sempre dalla Natura. 

Credo profondamente che l’Uomo, al pari degli altri esseri viventi animali e vegetali, sia parte di un unico meraviglioso Eco-sistema. La mia missione è quella di suggerire nuovi modi di ‘stare’ dell’Uomo in Natura, un Uomo che non sia più specie dominante ma che viva simbioticamente con Animali ed Alberi, in maniera reversibile e ad impronta zero su questo Pianeta.

Io la chiamo ‘Architettura Bio-ispirata’.

Da dove parti quando inizi a lavorare in un progetto?


Inizio sempre dallo studio dell’eco-sistema naturale ospitante.

Disponiamo oggi di mezzi tecnici meravigliosi per mappare digitalmente gli alberi esistenti, la morfologia dei tronchi e dei rami, la configurazione delle radici sottoterra, i rilievi del terreno e poi i tracciati del sole, i venti dominanti, le visuali privilegiate.

Insomma, è come se avessimo tanti ingredienti scientifici di una ricetta e li usassimo per ottenere il miglior risultato possibile per quel luogo. L’architetto scrive digitalmente questa ricetta e, tra le decine di esemplari fattibili, la cosiddetta ‘famiglia di architetture’ per usare un termine biologico, sceglie quell’Individuo che diventerà la casa sull’albero firmata the ne[s]t!

Io scrivo il genoma, il DNA: i condizionamenti ambientali determinano i caratteri fenotipici finali della mia Architettura.

Quanto credi sia importante l’architettura nel turismo moderno, soprattutto quello esperienziale come nell’hospitality glamping ?

Il Design può creare la Destinazione!

Mai come oggi, un’ottima Architettura può essere un attrattore fortissimo per i luoghi che alcuni chiamano ‘minori’: io li definisco luoghi fortunati perché fuori dai flussi del turismo mainstream, per cui più autentici ed intatti. 

Questa Architettura però deve essere fondata su un paradigma innovativo, quello che prima della pandemia io proponevo già: ovvero una reversibilità totale dell’insediamento turistico, in grado di espandersi e di contrarsi in base alla domanda di ospitalità, ma di lasciare alla fine il paesaggio naturale intatto e preservato..

Hai visto cambiare il mondo dell’architettura nel corso degli anni ? Se si, in che modo ?

L’urgenza di un cambiamento dettato dalla crisi climatica ormai cogente ha creato (finalmente!) un’Architettura consapevole sui temi della Sostenibilità, del rispetto della Natura. Il rischio è che alcuni lo facciano un po’ per maniera e facciano architettura che è più green-washing che buon costruire. 

Io mi sento attore di questo cambiamento e rimango fedele alla mia missione, con umiltà e dedizione.

Mi piace pensare di poter cambiare il Mondo, un progetto alla volta!

Personalmente sono un super appassionato di a-frame cabin e treehouse, tu hai una tipologia di struttura ricettiva che ami particolarmente o da cui sei attratto ?

Form follows Nature! 

Sono le caratteristiche dell’eco-sistema ospitante a creare la forma della mia architettura. Se guardiamo al modo efficiente che ha la Natura nel perseguire il massimo risultato col minimo sforzo, allora sono d’accordo con te: l’A-frame è una delle strutture più efficienti che possiamo concepire!

So che è una domanda difficile, ma c’è un progetto a cui sei particolarmente affezionato ?

Il prossimo! 

Davvero, sono immensamente felice per tutto quello che ho fatto fino a qui: abbiamo avuto un anno pazzesco pieno di riconoscimenti internazionali, di cui sono orgoglioso e grato. Ma non mi fermo mai. Amo sperimentare e conoscere nuovi luoghi, nuove persone e nuove storie. Ho il cassetto pieno di concepts rivoluzionari e non vedo l’ora di metterli al mondo!

Quali obiettivi futuri ha Paolo Scoglio ? ti sei posto dei traguardi ?

Innovare, innovare sempre. 

Questo atteggiamento è più faticoso: sarebbe più comodo vivere di rendita sui lavori fatti. Invece così facendo siamo 10 anni avanti rispetto agli altri.

Insieme con il Politecnico di Torino in cui insegno, sto sviluppando Architetture bio-morfe che si comportano in maniera responsiva, ovvero reagiscono attivamente agli stimoli ambientali modificando la loro morfologia, come veri e propri organismi naturali! Grandi gruppi internazionali ci contattano per farci progettare quello che sarà l’ospitalità del futuro: abbiamo un grande lavoro da portare avanti, sempre nel segno della ricerca e dell’innovazione.

Cosa consiglieresti ad un giovane studente di architettura che volesse farsi spazio in questo business ?

Di farsi prima le ossa, di sporcarsi le mani in cantiere e in produzione, di confrontarsi con i costruttori da una parte e con gli operatori dall’altra, ascoltando prima di parlare.

Da studente, hai voglia di spaccare il mondo e credi di avere tanto da dire. Va benissimo, ma devi aspettare il momento giusto per farlo. A quel punto commetterai probabilmente tutta una serie di ‘epic fails’ che anziché scoraggiarti, ti insegneranno più di ogni lezione di Architettura.  Dopodichè sarai pronto a lasciare nel Mondo il tuo piccolo gesto di Bellezza!


Come mettervi in contatto con Paolo Scoglio :

Ringrazio tantissimo per la disponibilità che ci ha dedicato l’arch. Paolo Scoglio. Potete trovare maggiori informazioni sul suo lavoro, i suoi progetti su come contattarlo usando questi riferimenti :

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