Intervista : Lara Sappa e Fabio Revetria, architetti ideatori di StarsBox

0

Oggi nella rubrica delle interviste qui su myGlamping.it andiamo a conoscere due persone molto talentuose che ho conosciuto qualche anno fa dopo aver dormito nella loro creazione in struttura in Toscana ( Fattoria La Maliosa ).

Entrambi sono architetti e sono gli ideatori di una delle strutture che ha fatto più parlare nel mondo glamping negli ultimi anni, la StarsBOX. Il loro studio di architettura si chiama Officina82 ed ha ricevuto anche diversi riconoscimenti internazionali tra cui il Big See Tourism Design Award.

Vi sto parlando degli architetti : Lara Sappa e Fabio Revetria.

Personalmente ho avuto non solo la possibilità di dormire all’interno di svariate Starsbox in Italia, ma anche nel loro chalet in Piemonte e nella loro GlamBOX a Garessio, facendo esperienze uniche. Trovate gli articoli dedicati qui sul sito. Andiamo quindi a fare due chiacchiere con entrambi : 

Ciao Lara e Fabio come è nata l’idea di StarsBOX ?

StarsBOX è nata quasi per gioco, nell’inverno 2017. L’idea era quella di creare un’installazione temporanea dove poter soggiornare in mezzo alla natura selvaggia delle Alpi Liguri, senza filtri sulla testa, con la possibilità di lasciare agli ospiti la possibilità di configurare lo spazio a seconda delle necessità: tetto spalancato al cielo per ammirare le stelle oppure completamente chiuso per crearsi un riparo in caso di maltempo.

la StarsBOX alla Fattoria La Maliosa

Un contributo fondamentale al progetto è arrivato dallo studio dei giacigli dei pastori delle Alpi occidentali che costruivano bivacchi temporanei in ogni pascolo visitato mentre seguivano le mandrie nei vari alpeggi d’alta quota. Da queste costruzioni rurali abbiamo preso spunto per due dei temi fondamentali del progetto StarsBOX: la temporaneità e la completa reversibilità.

Se un tempo l’utilizzo della montagna era legata alle pratiche agro pastorali oggi è principalmente il turismo a portare l’uomo in alta quota, StarsBOX vuole essere spunto di riflessione per proporre nuovi modelli “leggeri” e reversibili per soddisfare la domanda crescente di alloggi insoliti a contatto con la natura in maniera discreta, senza lasciare tracce permanenti sul paesaggio naturale.

Vi sareste mai aspettati di questo enorme successo, qual è la chiave della sua popolarità ?

Il successo di StarsBOX non era previsto, le prime due casette erano pensate come installazione site specific per una sola estate. La grande visibilità che hanno portato i social e soprattutto i commenti entusiasti dei primi ospiti ci ha spinti a sviluppare l’idea e a farla diventare un progetto a metà strada tra architettura e product design, prodotto in kit di montaggio, facilmente montabile in autocostruzione e acquistabile in tutto il mondo, grazie al modello sviluppato in collaborazione con l’azienda Studio Arredi di Narzole (Cn). 

La popolarità di StarsBOX deriva probabilmente dalla sua semplicità: una casetta in legno minima dalla forma archetipa, capace però di far vivere un’esperienza di soggiorno straordinaria.

Quanto è importante nel 2023 creare strutture eco sostenibili per un architetto ?

Fin dall’inizio il nostro lavoro è stato influeunzato in maniera importante dallo studio dell’architettura tradizionale nella quale il concetto contemporaneo di “sostenibilità” era già ampiamente presente, anche se più per necessita che per scelta consapevole.

L’utilizzo di materiali locali da filiera cortissima come legno, pietra o calce sono doppiamente sostenibili sia per il processo di produzione sia per il fine vita che non richiede utilizzo di altra energia per essere smaltiti.

la StarsBOX alla Fattoria La Maliosa

Ancora oggi non sentiamo il bisogno di aggiungere prefissi come “eco-“ o “bio-“ al nostro lavoro, la sostenibilità dovrebbe ormai essere un tratto comune scontato in ogni progetto. Guardare al passato con occhio critico e senza nostalgia può offrire un incredibile ventaglio di soluzioni per costruire un futuro sostenibile. Oggi si parla molto alla sostenibilità energetica ma si dimentica che esistono anche altri tipi di sostenibilità: quella storica, quella sociale, quella filologica, quella paesaggistica.

la StarsBOX sull’Appia Antica

Come disse il compositore Gustav Mahler «Tradizione è conservare il fuoco, non adorare le ceneri».  Attraverso il nostro lavoro cerchiamo ispirazione nella tradizione, per renderla contemporanea e trasmetterla al futuro, per evitare che il saper fare maturato nei secoli vada perso. Anche questa per noi è sostenibilità.

Il turismo attuale sta diventando sempre più esperienziale, che idea vi siete fatti dell’hospitality glamping  ?

Negli ultimi anni, complici i social media e il lockdown, c’è stata una grande accelerazione del turismo esperienziale. Il glamping è sicuramente una evoluzione interessante della ricettività extraalberghiera con grandi potenzialità e margini di crescita.

Da architetti il nostro interesse è quello di creare progetti che sappiano parlare agli ospiti non solo di esperienze gradevoli in mezzo alla natura ma anche di consapevolezza, di legame con il territorio e con il paesaggio rurale. Non a caso la maggior parte delle strutture che hanno scelto StarsBOX opera in campo agricolo e attraverso le esperienze proposte agli ospiti cerca di trasmettere valori o promuovere i prodotti aziendali.

la StarsBOX alla Fattoria La Maliosa

L’esperienza StarsBOX è un’opportunità per gli host di creare partecipazione e sensibilizzazione sui temi del mondo rurale e della tutela del paesaggio naturale e agricolo, attraverso un’indea semplice di grande impatto: dormire su un materasso senza tetto, ascoltare i grilli e le cicale, i passi degli animali notturni, il canto della civetta.

Poter veicolare tutto questo attraverso un progetto di architettura è per noi un grande traguardo.

In sintesi Glamping sì, se non diventa un business fine a sé stesso per rincorrere una moda ma proposto e vissuto con consapevolezza e sguardo critico.

Come avete visto cambiare il mondo dell’architettura nel corso degli anni ?

Dai tempi dell’università, nei primi anni duemila, il mondo dell’architettura è cambiato in maniera radicale. Il passaggio al digitale ha creato prima uno stacco tra le vecchie e le nuove generazioni che all’inizio si sono trovate un po’ spaesate nel dover ricostruire una professione in una terra sconosciuta. Negli ultimi anni il livello si è molto alzato forse anche grazie alla possibilità di avere accesso in ogni momento ai migliori progetti da tutto il mondo. Il continuo confronto con chi è più bravo non può che essere positivo.

la GlamBOX di Selucente

D’altra parte forse questa velocità ha portato a omologare troppo il pensiero, in certi casi facendo prevalere le mode e il design fine a sé stesso sull’architettura. Bisognerebbe però non dimenticare mai che il progetto può essere uno strumento potentissimo per comunicare idee e migliorare la vita delle persone con il disegno degli spazi fisici. 

Personalmente sono un super appassionato di strutture in legno, avete una tipologia di strutture che anche voi amate particolarmente ?

Anche per noi il legno è il materiale preferito, per motivi di sostenibilità ma anche per il calore che può trasmettere al progetto. Siamo nati e lavoriamo sulle Alpi liguri, in una delle zone maggiormente boscate d’Italia, nel paese che ha dato i natali a Giuseppe Penone, uno dei massimi artisti dell’Arte Povera che ha incentrato sul legno tutta la sua poetica artistica.

gli interni del loft a Selucente

Il legno è un materiale vivo con caratteristiche eccezionali che può diventare a seconda delle necessità struttura, isolamento, finitura interna, esterna, pavimentazione o arredo. Nessun altro materiale è così versatile.

Avete un progetto a cui siete particolarmente attaccati ?

Ne abbiamo diversi ma quello che forse più rappresenta la filosofia del nostro studio è il Cabanon che è stato portato da Mario Cucinella al Padiglione Italia della Biennale di Venezia del 2018. Il Cabanon è il nostro primo tentativo di reinterpretare l’architettura rurale tradizionale in chiave contemporanea per mantenere vivo il saper fare tradizionale. Allargando lo sguardo dal singolo progetto architettonico al suo inserimento nel paesaggio.

vista esterna del Cabanon

Da questa filosofia di approccio sono poi nate StarsBOX e GlamBOX.

Officina82 ha in cantiere qualcosa per il mondo glamping a cui sta lavorando ?

Ne abbiamo due. Una casetta sull’albero, un progetto a cui stiamo pensando da parecchi anni e un nuovo modulo ricettivo che contiamo di poter presentare già per la prossima stagione.

C’è qualcosa che consiglieresti ad un giovane studente di architettura che volesse farsi spazio in questo business ?

Non ci si può improvvisare, prima di iniziare a progettare è importante avere un’idea forte da comunicare. Prima di prendere la matita in mano sarebbe importante creare un immaginario che solo dopo potrà prendere una specifica forma fisica. Anche StarsBOX è nata così.


Ringrazio per la bellissima e corposa intervista Lara e Fabio. So bene quanto il loro tempo sia prezioso è spero che i lettori di myGlamping possano apprezzare la loro grande disponibilità. Potete trovare maggiori informazioni o contattarli usando questi riferimenti .

Fabio Revetriafabio@officina82.com +39 328 28 76 637

Lara Sappalara@officina82.com +39 329 31 54 285

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *