Intervista a Paola Stella – Da avvocato a visionaria imprenditrice nel mondo delle case mobili.

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Oggi nella rubrica delle interviste qui su myGlamping.it andiamo a parlare con una persona che ho avuto modo di conoscere nel 2023, grazie ad una collaborazione che abbiamo fatto insieme per la promozione di Younicube. Sto parlando di Paola Stella, avvocato ed imprenditrice che ha creduto in un bellissimo progetto di hospitality contemporanea dando vita a Younicube.

Younicube è la casa mobile di cui vi ho parlato qui qualche mese fa in uno dei miei svariati articoli ( https://myglamping.it/younicube-la-tiny-house-immersa-tra-le-colline-toscane/ ) , questa non è soltanto una casa mobile di design, ma un vero e proprio progetto pionieristico che si prefigge lo scopo di rivoluzionare il mondo del turismo in Italia.

Puoi parlarci brevemente di chi sei e di cosa ti occupi?

Per definirmi, direi che sono una persona che mette molta passione e determinazione in ogni cosa che fa e cerca di dare sempre il meglio. Tutti i miei obiettivi, infatti, sono stati portati avanti grazie a questo approccio, sia nell’ambito della mia professione, che nel progetto Younicube, di cui sono fondatrice e socia.

Vivo con la mia famiglia in Veneto, svolgo la professione forense dal 2012 e mi occupo principalmente di consulenza e compliance aziendale, oltre che di diritto penale connesso alle imprese.

Come è nato Younicube e da dove nasce questa idea imprenditoriale? Come mai una casa mobile?

Younicube è nato da varie passioni e necessità che ho fuso in un unico progetto: viaggiare, stare a contatto con la natura, vivere bene e in armonia.

L’idea è nata durante un viaggio a Favignana nel 2018: ho pensato che mi sarebbe piaciuto fare un’esperienza in un piccolo cubo di tufo vicino al mare – l’abitazione tipica dell’isola – che mi facesse sentire disconnessa dal resto del mondo e connessa con me stessa e la natura circostante.

In quell’occasione ho pensato che avrei voluto non solo creare uno spazio così dove rifugiarmi, ma anche far vivere questo tipo di esperienza, immersiva ed unica, ad altre persone.

Il progetto si inserisce nel filone del turismo outdoor di lusso ed esperienziale e rappresenta una risposta a diverse esigenze, tra cui quella di ritrovare il benessere psico-fisico, anche attraverso il contatto con la natura, e quella di un turismo più lento ed autentico, oltre che più consapevole e responsabile, rispettoso dell’ambiente e delle realtà socio-economiche in cui si sviluppa.

Sono arrivata a pensare ad una casa mobile perché la mia volontà era quella di creare un prodotto diverso da quelli esistenti, innovativo ed ecocompatibile, che fosse riconducibile al mio brand. Inoltre, era importante per me che venisse realizzato con precise caratteristiche, di design, qualità e comfort, e in linea con i valori che volevo seguire e trasmettere. 

Mi piaceva anche l’idea di una casa itinerante, che potesse cambiare destinazione e paesaggi, facendo conoscere alle persone località sempre nuove, anche meno note.

Sei una persona che ama il design e l’architettura? Se sì, in che modo credi possa migliorare le nostre vite?

Sono sempre stata affascinata da tutte le forme d’arte, e in generale, dall’innovazione, dall’originalità. Mi affascina pensare che grazie all’ingegno e alla fantasia si possa ideare e creare qualcosa di nuovo, che prima non esisteva e che arricchisca l’anima delle persone.

Credo che la bellezza che ci circonda, sia essa naturalistica o architettonica, influisca più di quanto crediamo sulla qualità della nostra vita e per questo debba essere sempre ricercata e utilizzata, insieme ad altri, come parametro delle nostre scelte. Del resto, il significato di bellezza è strettamente connesso all’appagamento dell’animo e dei sensi: bello è qualcosa che dà piacere o soddisfazione a chi lo contempla.

Quali sono state le sfide più significative che hai affrontato nel corso di questo progetto/investimento?

Iniziare un’attività da zero non è mai semplice, a maggior ragione se si tratta di un progetto che si discosta dai parametri tradizionali e difficilmente si inserisce nelle normative di settore. Infatti, spesso le norme non sono allineate alle esigenze concrete e questo influisce molto nelle tempistiche e nelle possibilità di sviluppo dell’idea, compresa la possibilità di accedere a fondi pubblici.

Sussistono, inoltre, molte disparità tra le diverse Regioni che creano differenziazioni tra imprese in termini di sviluppo.

Sei per me un esempio di woman empowerment, credi che la società attuale stia dando uguali opportunità a tutti o credi che ci sia ancora molto da fare?

Ti ringrazio molto, sono felice di aver investito nelle mie idee, professionali e imprenditoriali. Mi piacerebbe che ogni donna trovasse il coraggio di essere se stessa e provare a realizzare ciò in cui crede, nonostante le oggettive difficoltà della realtà odierna. Non credo, infatti, che, ad oggi, ci siano uguali opportunità per tutti, ci sono ancora tanti fattori che influiscono sul mondo del lavoro e creano disparità sociali e di genere.

In questo progetto sono partita investendo personalmente, facendo dei sacrifici, e ho dovuto, al momento, accantonare altre aspirazioni personali. In relazione alla disparità di genere, penso che l’obiettivo delle riforme e del cambiamento sociale dovrebbe essere proprio questo: creare una realtà in cui nessuna donna sia costretta a scegliere in che ambito realizzarsi (ad esempio, professionale o familiare), rinunciando ad altro e, quindi, ad una parte di sé.

Parlando di hospitality nel mercato italiano, hai trovato maggiori difficoltà nel pubblicizzare un prodotto come Younicube o nel realizzarlo?

Personalmente credo sia un prodotto ancora nuovo per il mercato italiano e debba ancora prendere campo al massimo delle sue potenzialità.

Sono d’accordo con te. Penso che Younicube sia un prodotto del tutto nuovo nel mercato italiano e unico nel suo genere. 

Punta ad un target di clientela abituata, almeno in Italia, ad una diversa concezione di lusso. Per questo motivo, il nostro obiettivo, non semplice, è quello di riuscire a trasmettere il valore del servizio e questa nuova declinazione di viaggio esclusivo. 

Chi ha vissuto un’esperienza in Younicube ci ha lasciato recensioni molto positive, perché è riuscito a provare in prima persona le sensazioni ed emozioni che raccontiamo sui nostri canali capendo la qualità del prodotto e il valore di quello che facciamo.

Cosa significano per te lusso ed esclusività e come si inseriscono nel tuo progetto?

Penso che il lusso possa avere diverse accezioni e sfumature soggettive, ma per me, in questo mondo frenetico, il vero lusso è il tempo. Il tempo per ritrovare una propria dimensione individuale, per dedicarsi agli affetti e alle proprie passioni, a ciò che ci fa stare bene, alle cose autentiche.

Il lusso e l’esclusività di Younicube sono dati anche dalla cura dei dettagli, dalle scelte architettoniche, dall’avere tutti i confort in mezzo alla natura, dal posizionamento in aree naturalistiche suggestive e riservate, che permettono di vivere momenti di relax, in totale libertà e privacy. La nostra prima struttura, ad esempio, è stata inserita in un uliveto panoramico in Toscana, ad uso esclusivo degli ospiti.

Inoltre, al soggiorno possono essere connessi diversi servizi, per rendere il viaggio un’esperienza unica e personalizzata in base alle esigenze dell’ospite. Un altro punto essenziale del progetto, infatti, è quello di sostenere l’economia locale, affidando tutti i servizi connessi ad operatori della zona.

Hai qualche consiglio da dare a chi vuole lanciarsi in un progetto imprenditoriale ma non ha il coraggio per partire ? Ti sei ispirata a qualcuno?

Il mio consiglio è quello di credere ed investire in se stessi, di dedicare l’impegno necessario e studiare ogni aspetto della propria idea imprenditoriale, accettando comunque di poter sbagliare o fallire.

Credo molto nella rete e nelle collaborazioni, sia nella professione che nel fare impresa. 

Oltre ai tanti esempi del mondo imprenditoriale da cui si possono trarre insegnamenti, mi sono ispirata sicuramente a mio padre, che ha sempre avuto il coraggio di portare avanti le sue idee, anche andando controcorrente.

La tua professione di avvocato credi ti abbia aiutata nello sviluppo di questo nuovo business? 

Sì, le mie competenze mi hanno aiutata nello sviluppo di questa attività in molti aspetti:

  • nell’interpretazione delle varie normative;
  • nel trovare soluzioni a potenziali criticità;
  • nella gestione, in qualità di consulente, di tutti gli aspetti legali connessi.

Penso che abbiano influito molto anche le mie attitudini e la passione che ho messo nel progetto e trasmesso agli altri.

Da quello che vedo Younicube è solo un inizio, vorrai renderlo accessibile anche a persone esterne che vogliono investire nella tua idea ? Se si puoi dirci qualcosa a riguardo ?

Sì, siamo partiti posizionando la prima struttura in Toscana a giugno 2023, investendo capitale personale. L’accesso a fondi pubblici, al momento, non è stato possibile. 

L’idea è di costruire altre strutture e replicare il modello creato l’anno scorso, pertanto, siamo sicuramente aperti all’ingresso di capitale privato. Per noi è importante, però, che ci sia, come punto di partenza, la condivisione dei valori alla base del progetto.

Parliamo di turismo glamping ed ecosostenibile, come valuti le attuali tendenze di mercato nel settore?

Sul mercato, a partire dal 2020, c’è sempre più offerta anche in Italia, anche se gli standard di qualità sono vari. Io ho trovato ispirazione più che altro dall’estero, dove il turismo outdoor di lusso si è sviluppato da molti anni.

Vedendo le tendenze più recenti, per me ci sono grandi potenzialità nelle cabin, nelle strutture mobili e nelle case sugli alberi, quindi sono convinta di aver fatto, anni fa, la scelta giusta di prodotto per partire.

Quali sono le tue prospettive future per questo investimento e come ti vedi tra 5/10 anni?

In prospettiva, mi auguro riusciremo a sviluppare il progetto come l’abbiamo prospettato, ossia creando una rete di collaborazioni e riuscendo a far conoscere il marchio anche all’estero. Dalle richieste che arrivano, posso dire che i dati sono incoraggianti, avendo ricevuto richieste di collaborazione, oltre che da tante Regioni italiane, da alcuni Paesi europei, come la Svezia e il Portogallo.

Tra 5/10 anni vedo molti Younicube sulla cartina geografica, in destinazioni di diverso tipo, e, quindi, mi vedo felice di aver contribuito a sviluppare un modo di viaggiare più sostenibile e responsabile e di aver fatto vivere belle emozioni a tante persone durante i loro viaggi.

Ho anche altre idee in testa, connesse a questo progetto, che spero si realizzeranno presto. Per restare aggiornati sulle novità, ci si può iscrivere, sul sito www.younicube.it, alla newsletter che stiamo creando.


Ringrazio Paola per il tempo che ci ha dedicato e la chiarezza nelle informazioni che ci ha dato in questa bellissima intervista.  Potete trovare maggiori informazioni su di lei e sul progetto Younicube ai riferimenti qui sotto :

Ringrazio anche per le parte delle foto usate nell’articolo Matteo Milocco ( https://www.instagram.com/matteo.milocco/ ) e Giulia Chiarotto ( https://www.instagram.com/chiaragiuliotto/ )

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